lunedì 10 novembre 2008

Torta fondente di cioccolato e pere


Oh dunque , sabato sera ho avuto un piacevole invito da due amici conosciuti sul treno. Ancora non ho ben capito come sia cominciata. Il fatto è, che le persone sono abituali. Ti affezioni ai piccoli gesti, alle abitudine..anche a quelle più stupide. Finisci per sederti sempre snello stesso vagone e sullo stesso posto.
Probabilmente è cominciata così.
Solito vagone, soliti posti, soliti ritardi, solite soppressioni. E' cominciata con un "buongiorno" ed è probabilmente proseguita con un "se volete c'è posto qui". Fatto sta che sabato sera cenavamo tutti attorno allo stesso tavolo. Per l'occasione ho preparato una dolce che avesse del cioccolato , visto che questo era il desiderio espresso.
Per non sbagliare sono andata a sbirciare il blog più dolce di tutta la rete ovvero quello di , Nightfairy avrei scovato la ricetta che faceva per me. Stavo scorrendo il suo sommario e al momento di leggere "fondente alle pere" mi è venuta l'ispirazione quindi...non mi è restato che prepararlo.
Io ho apportato solo una modifica e al posto delle pere sciroppate, ho messo pere fresche marinate nel vino bianco per almeno un ora.

Per la base
120 g. di burro
80 g. di zucchero
20 g. di mandorle
1 bustina di vanillina
1 tuorlo
170 g. di farina
1 cucchiaio di cacao

Per la farcia
1 barattolo di pere sciroppate (oppure tre pere grosse)
300 g. di cioccolato fondente
5 uova
50 g. di burro
4 cucchiai di zucchero

Per la pasta: in una ciotola, mescolate la farina, le mandorle ridotte in polvere, lo zucchero, il cacao, la vanillina, fate la fontana e unitevi il tuorlo e il burro precedentemente ammorbidito, quindi impastate per amalgamare gli ingredienti.
Stendete la pasta e rivestite una tortiera di 24cm. di diametro, ponete in frigorifero a riposare per 30 minuti. Coprite con carta da forno e legumi secchi e cuocete a 180° per 20 minuti.

Per la farcia: fondete il cioccolato con il burro a bagnomaria, sbattete fino a renderli leggermente spumosi i tuorli con lo zucchero; montate gli albumi a neve e incorporateli al composto.

Disponete le pere a spicchi (se avete scelto di mettere le pere fresche ricordatevi di marinarle per circa un'ora nel vino bianco) sul fondo della crostata, versate la crema di cioccolato e livellate con un cucchiaio. Cuocete a 180° per 15 minuti, sfornate e lasciate raffreddare. Spolverare con un misto di cacao in polvere e zucchero a velo.



Ahimè, non ho foto di una fetta in particolare scusate; potete comunque vederla sul blog dal quale ho tratto la ricetta

venerdì 7 novembre 2008

Mai andare in piscina il giovedì!


Nella mia vita due cose mi perseguitano, il sonno e la fame. In quel preciso istante le stavo provando entrambe.
Non era serata, lo sapevo, lo intuivo. Eppure mi sono sforzata e sono andata in piscina ,in un giorno a me non abituale. Non ci vado mai di giovedì.
Non ci vado di giovedì , e nemmeno di lunedì.
Io, ho i miei riti.
Ci vado il venerdì; perchè è l'ultimo giorno della settimana, perchè l'acqua e l'unica cosa che mi rilassa e mi prepara al fine settimana che si avvicina.
Ci vado il venerdì, perchè c'è poca gente e mi posso godere in santa pace il mio mondo.
Non ci metto mai fretta. Non mi interessa l'esercizio fisico. Lo faccio per il puro piacere di ritrovare me stessa (certo, non è il massimo farlo in una piscina con la gente attorno; probabilmente se fossi in qualche angolo del pianeta, completamente deserto, in ammollo in acque naturali , calde ed inesplorate, otterrei risultati migliori..però mi tocca accontentarmi, di quel che passa il convento).
Non vado di fretta, non vado il giovedì e soprattutto non vado se c'è l'acquagym!

Ieri ho fatto un' eccezione. Questa sera ho ospiti a cena e, piuttosto che rinunciare, sono scesa ad un compromesso.
Potevo risparmiarmelo.Decisamente.
Esco dallo spogliatoio affamata e assonnata. Mi dirigo verso l'appendino che sfoggia una fila continua di accappatoi colorati. Blu, rosso, bianco, nero, ciclamino e ancora blu, bi-color...ummmh troppi. Non erano mai così tanti.
Mi giro lentamente, come se non volessi vedere quello che sapevo perfettamente di trovare.
La pancia brontola rumorosamente.

Mi avvicino ad uno degli istruttori..."scusa ma qual'è la corsia del nuoto libero?"
La mia espressione doveva essere piuttosto palese, tant'è che l'istruttore mi guarda, sospira e mi dice "eeehh lo so...il lunedì e il giovedì è sempre così...mi spiace c'è solo la corsia n. 3!"
Oh santa Cleopatra...saranno stati almeno in 9!
Impreco silenziosamente e mi avvicino alla corsia n. 3
Mi siedo sul bordo, sistemo la cuffia, metto gli occhialetti e guardo in direzione dello spogliatoio maschile che mi stava di fronte. Altri tre ragazzi stavano per entrare nella corsia già stra piena.
Non ci penso. Entro in acqua e comincio a fare la prima vasca.
Arrivo al fondo e torno indietro.
Li conto, anzi ci conto...14.
Eravamo 14 poveri tapini del nuoto libero, ammassati in una sola misera corsia, perchè l'acquagym ne occupava ben 4 e una era dedicata al corso di nuoto per principianti.

Decisamente non era serata. Avrei dovuto ascoltare il mio stomaco, che imprecava ancora più di me, e le mie palpebre che a stento stavano su.
Tento una seconda vasca. Sono costretta a fermarmi a metà e quello dietro di me, mi sbatte accidentalmente contro.
-"scusa , scusa, ma c'è traffico questa sera"
-"troppo" mi limito a rispondere.

No, non potevo trovarci nulla di rigenerante in una serata così.
Esco dopo pochissimi minuti, con lo stomaco che urlava vendetta.
Se non altro mi restava la prospettiva di un'abbondante cena e un bel sonno.

giovedì 30 ottobre 2008

In principio era..la vellutata di zucca


poi è diventata una minestra di riso e zucca.

Questa sera, dopo giorni che meditavo di rifare la vellutata di zucca, mi sono decisa ad apportare una modifica.
In pratica ho aggiunto del riso, che ne ha modificato la consistenza e la corposità.
Modifica, decisamente ben riuscita ed apprezzabile, tanto che mi sento di consigliarla a tutti.
La ricetta è quella per la vellutata classica, con solo l'aggiunta del riso.

Ingredienti (per 3/4 persone):
-1 patata
-400g. di zucca pulita
-1 scalogno(o porro)
- 3/4 pugni di riso
- sale grosso quanto basta

Procedimento
Tagliare a cubetti sia la patata che la zucca. Trasferire tutto in una pentola dai bordi alti ed aggiungere acqua fino a coprire le verdure (non annegatele mi raccomando, l'acqua deve superare di poco le verdure). Salare e far cuocere fino a che i pezzi di patate e di zucca non saranno morbidi (20 minuti circa).
Frullare il tutto con un frullatore ad immersione e mettere il riso.
Rimettere sul fuoco fino a quando il riso non sarà cotto.
Servire calda

Ricettina facile, facile adatta agli amanti delle minestre e zuppe (Lucagel è tutta per te!)

venerdì 24 ottobre 2008

Torta autunnale di mele ed uva


Stavo per preparare la mia solita crostata di mele, quando mi è caduto l'occhio sul goloso sito di Roxy e sul suo invitante Cake d'uva.
L'esperimento mi è subito saltato al naso. Perchè non provare un nuovo connubio tra mele ed uva? Perchè non fare una sorta di mix fra le due ricette?
In fondo entrambi i gusti potrebbero sposarsi bene con questo impasto tradizionale.
Così nasce questa torta che non è una torta di mele, non è un plum-cake e non è nemmeno una torta d'uva...ma bensì una torta autunnale di mele ed uva!
Oltre a questa nuova ricetta, troverete anche quella della classica della torta di mele.

Ingredienti
-250 gr di farina
-un grappolo(circa 150-200 gr) di uva
-1 mela grande (o 2 se sono piccoline)
-150gr di zucchero
-150 gr di burro
-3 uova
-1 bustina di lievito in polvere
-un pizzico di sale
-latte q.b


Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente per una decina di minuti.
Trasferitelo in una terrina con lo zucchero e lavorateli fino a quando non otterrete un composto morbido, omogeneo e dall'aria spumosa.
Aggiungete le uova, una alla volta, e mescolate bene fino ad amalgamare il tutto.
Aggiungete la farina, un pizzichino di sale, la bustina di lievito, il latte sufficiente per ammorbidire tutto l'impasto, la mela spelata e fatta a cubetti ed infine l'uva (precedentemente lavata e privata dei semini).
Amalgamate bene per eliminare tutti i grumi, e trasferire il tutto in uno stampo da plum-cake (qualsiasi stampo non molto grande va benissimo).
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 60 minuti circa (controllate sempre con lo stecchino).
Sfornate il dolce e quando si sarà raffreddato, se vi piace, spolveratelo di zucchero a velo.

E' una torta semplice, molto tradizionale, che io definisco come "torta della nonna". Un sapore delicato, tradizionale e "di casa".
Perfetta per la colazione e ottima con il tea del pomeriggio.


Torta di mele Ingredienti

-200g di zucchero
-150g di margarina (meglio usare il burro)
-3 uova
-300 g di farina
-1 bustina di lievito
-1 limone
-4 mele (preferite le mele Renette)

Mescolate in una terrina il burro e lo zucchero e lavorateli fino a quando non otterrete un composto morbido, omogeneo e dall'aria spumosa.
Aggiungete le uova, una alla volta, e mescolate bene fino ad amalgamare il tutto.
Aggiungete la farina, la bustina di lievito, la buccia del limone grattugiata (solo la parte gialla )e 3 mele a pezzetti.
Imburrare ed infarinate uno stampo e trasferiteci l'impasto. Guarnitelo con la mela avanzata e infornate a 180° per 1 ora e 30 minuti (controllate SEMPRE con lo stecchino).
Lasciar freddare e gustatela!

Un ennesima lezione di vita

Questa volta non mi è arrivata da una nonna che adoro; non mi è arrivata nemmeno da una calorosa amicizia.
No, mi è arrivata da un perfetto sconosciuto. Un signore, sulla sessantina, con un italiano sconclusionato e un magnifico sorriso. Un signore di colore , con una dignità ineguagliabile.
Stavo per scendere dal treno. Ero praticamente semi appisolata sui gradini, in attesa che terminasse la sua corsa e lui era lì, poco lontano dalle porte, che si appoggiava ad un ombrello.
Mi giro e lo vedo guardare un possibile orizzonte. Non guardava nessuno e nulla in particolare.
Semplicemente sorrideva.
Si gira, incrociamo lo sguardo e sorride. Sorride ad un estranea con moltissima cortesia.
"ehhh sì, si è stanchi a quest'ora"
Io lo fisso abbozzo un sorriso, ma non rispondo.
"Eppure"- continua- " non bisogna fermarsi. Sa, io arrivo a casa e studio. E non è mica semplice. Oramai sono 58 anni che non faccio altro che studiare. Perchè bisogna vincere. Vincere sempre. Vincere la stanchezza, vincere, la noia e vincere tutto. Ahhh sì, sì, si deve studiare sempre qualcosa; perchè altrimenti ci si spegne."
Io ero semplicemente sbaccalita. E far tacere me..mica è semplice nee.
Continuava a parlare sorridendo.
"perchè...si invecchia solo quando non si ha più voglia di imparare".
Il treno si ferma, le porte si aprono.
Io gli faccio cenno di passare. Lui allarga ancora di più il suo sorriso e mi risponde:" prego signorina..sempre prima le donne, le pare?"
Non mi resta altro che rispondere, finalmente, a quel sorriso.
Nel momento stesso in cui lo faccio, non posso fare a meno di pensare che una sono cogliona, che ha capito davvero poco dalla vita.

domenica 19 ottobre 2008

Pan biscotto al cioccolato farcito


Finalmente una giornata tranquilla.
Dopo settimane di stress e momenti telecinetici, pare che tutto stia tornando alla tranquillità.

Quindi... torta!
In realtà l'ho preparata per festeggiare il compleanno del mio migliore amico, ma come si sa ogni momento è buono per fare un dolce!

Questo dolce è una torta farcita composta da una base al cioccolato che si può sfruttare in diversi modi (dalla farcitura, all'inzuppo nel latte la mattina...) e uno strato di crema ai mirtilli (sostituibile da qualunque ripieno voi vogliate)

Ingredienti per il pan biscotto

-cacao amaro 30 g.
-farina 80 g.
-uova 3
-zucchero semolato 200 g.
-lievito 1/2 cucchiaino
-burro per la teglia 20 g.
-sale fino un pizzico

Setacciare in una ciotola la farina con il lievito e il cacao amaro.
Sgusciate le uova, separando i tuorli dagli albumi in due ciotole.
Montate i tuorli con lo zucchero per 10 minuti con una frusta elettrica, devono diventare gonfi, amalgamate man mano 50 ml di acqua fredda.
Incorporate ai tuorli, poco alla volta, la farina ed il cacao mescolati.
Montate gli albumi a neve ferma con il sale fino, per 10 minuti con la frusta elettrica.
Incorporateli al composto di uova, poco alla volta, lavorandoli dal basso verso l'alto con la frusta a mano per mantenere gonfia la preparazione.
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Coprite la placca del forno con un foglio di carta da forno, inumidito e strizzato.
Spennellatelo con il burro ammorbidito.
Versate il composto al cioccolato; deve allargarsi uniformemente ed avere un spessore di circa 8-10 mm.
Accendere il forno a 200°; infornare la placca per 13minuti (la preparazione gonfierà leggermente).
Sfornate la placca , capovolgete delicatamente il biscotto sul piano di lavoro o su una gratella ed eliminare la carta da forno.

Ingredienti per la farcitura

-liquore tipo limoncello
-tuorlo 1
-latte 150 ml
-fecola 2 cucchiai
-zucchero semolato 50 g.
-zucchero a velo 60 g.
-stecca di vaniglia 1 (sostituibile con una bustina di vaniglina)
-panna liquida 400 ml.
-mirtilli (purtroppo io li ho trovati solo surgelati) 200 g.
-sale fino un pizzico
-filetti di mandorle 50 g.
-gelatina di albicocche 40 g.
- uva nera per decorare (se trovate i mirtilli freschi usateli anche per la decorazione)

Versate il tuorlo, il sale e lo zucchero semolato in un tegamino, mescolate bene gli ingredienti , aggiungete la stecca di vaniglia, la fecola e 130 ml di latte a filo.
Mescolate con una frusta a mano (o un cucchiaio di legno) per amalgamare bene gli ingredienti e non formare grumi.
Portate a ebollizione, continuando a mescolare per 5/6 minuti . Eliminare la stecca di vaniglia e togliete il pentolino dal fuoco. Lasciate raffreddare, mescolando spesso per evitare che la preparazione si addensi in superficie.
Montate in una ciotola la panna con lo zucchero a velo, per 10 minuti con la frusta elettrica (deve risultare bella soda).
Incorporatene metà alla crema pasticcera , oramai freddata, lavorando il composto dal basso verso l'alto (deve rimanere gonfio).

La composizione:
Prelevate il pan biscotto raffreddato.
Tagliatelo in due parti uguali.
Scongelate i mirtilli (lavate ed asciugateli bene , se sono freschi) , eliminate l'acqua che avranno certamente formato, ed incorporateli pochi alla volta nella crema pasticcera.
Versate il liquore in una ciotolina ed allungatelo con 1/2 cucchiai di acqua fredda.
Disponete la prima fetta di pan biscotto su un apposito cartoncino da dolci (o sul piatto da presentazione).
Spennellatelo con parte del liquore.
Stendete la crema pasticcera con una paletta inumidita, e formate uno strato spesso 2-3 cm.
Adagiate il secondo strato di pan biscotto e premete leggermente con le mani per compattare la preparazione.
Spennellatelo con il liquore rimasto.

La decorazione:
Fare ammorbidire la gelatina di albicocche in un pentolino per 1 minuto.
Coprite il bordo del dolce con una parte della panna montata tenuta da parte.
Raccogliete la panna rimasta in una tasca da pasticcere (io ho usato la spara biscotti regalatami per il mio compleanno da Ptasie).
Stendete sulla superficie del dolce un leggero strato di gelatina di albicocche (usate un pennello o un coltello a lama liscia).
Formate sulla superficie del dolce una decorazione di chicchi d'uva alternati a "striscie" di panna (che farete con la sacca da pasticcere) e filetti di mandorle.
Trasferite il tutto in frigo fino al momento di servire.

mercoledì 15 ottobre 2008

Vi chiedo scusa

Sono un paio di settimane che non riesco nemmeno a salutarvi.
Non riesco a ritagliare trenta minuti per passare dai vostri magnifici blog a lasciarvi un saluto o un commento.
Mi spiace. Sono davvero rammaricata di ciò, ma sono oberata di cose da fare in ufficio.
A questo si aggiunge che sono stata a Torino per 5 giorni e che la sera crollo di sonno alle 9:30 (manco lavorassi in miniera...).
Approfitto di questo post per abbracciarvi al volo, per dirvi che mi mancate e che presto tornerò da voi.

Buon proseguimento a tutti cari amici

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