lunedì 17 maggio 2010

La figlia di Dracula



Entrano, si presentano e cominciano a guardarmi.
Vedo la domanda fare capolino sulle loro labbra.
Qualcuno per un paio di minuti si trattiene, altri non fanno passare nemmeno un secondo.
Sorridono e chiedono.
" Ma sei straniera? Russa o tedesca?"
"No, sono italiana" mi limito a dire.
Leggo la perplessità nei loro sguardi.
" Ma hai origini straniere comunque..."
"No"
" Ah..."
Sempre più dubbi.
" No perchè, con quei colori...sei chiarissima...poi occhi chiari e capelli così, avrei detto che eri sicuramente straniera..."
Finalmente do la risposta che tutti si aspetto..
"In famiglia siamo tutti così, da generazioni. Immaginala come una prepotenza genetica..."
Ed ecco il loro volto distendersi e rallegrarsi dopo aver finalmente placato ogni dubbio.
Mi prendono per una mezza albina ed escono soddisfatti.

Entra il mio capo ufficio .
"Ma signorina si sente poco bene... è così pallida..."
"Sto benissimo, non sono pallida, sono solo chiarissima di pelle..tutto qua..."
"Ah capisco, no perchè sa...mi preoccupavo..."
"Stia tranquillo, mi vedrà così anche il 15 di agosto"
Prima o poi dirò che sono la figlia di Dracula così in un colpo solo giustifico i miei canini spropositati, i miei capelli chiari e la mia pelle da cadavere...

domenica 9 maggio 2010

Il sapore dolce dell'appartenenza

Quando ho riaperto gli occhi questa mattina erano le 7:30.
Mi sono stiracchiata e ancora intorpidita ho socchiuso gli occhi. Il sole filtrava dalle persiane. Finalmente ha smesso di piovere.
Ha smesso fuori e dentro di me.
C'è il sole e sorrido.
Allungo le dita dei piedi, le muovo piano piano una per una, inarco la schiena e giro le spalle. Sono indolenzite.
Mi sembra di aver dormito un mese intero. Sbadiglio ancora una volta. Mi rigiro sotto le coperte e mi rendo conto che sto bene, che sono contenta , che sono in pace con il mondo.
Non mi interessa nemmeno quanto durerà questa sensazione. Oggi è così, non mi pongo inutili problemi.
Ripenso a ieri. Sono ancora mezza addormentata ma non posso evitare di pensarci.
Sento quelle sensazioni arrivare allo stomaco. Sento ancora quegli attimi sulla mia pelle.
Volevo questo sabato. Lo volevo più di ogni altra cosa.
Ne avevo bisogno come l'aria.
Avevo bisogno di respirare, di sentire, di litigare e di fare pace.
Avevo bisogno di un sorriso, di due bellissimi occhi verdi, di mani calde e di un abbraccio che aveva il sapore dolce dell'appartenenza.
Ho avuto tutto. E anche di più. Ho avuto i suoi sogni, la sua costanza e la sua pazienza. Ho avuto promesse e speranze.
Ho avuto braccia protettive che mi hanno stretta e che mi hanno scaldato l'anima.

Ho bisogno di alzarmi dal letto, sento le gambe che cominciano a risvegliarsi e non sopporto più di stare sdraiata. Metto i peidi sul tappeto e guardo compiaciuta il mio smalto color ciclamino. Muovo ancora le dita..scrocchiano sempre. Quando cammino scalza fanno tac, tac, tac, tac. Ad ogni passo è un tac.

"Oddio ma la smetti di scrocchiare 'ste dita???"
ride mentre me lo dice
"eh mica dipende da me...quando cammino succede così..."
scuote la testa e ride ancora

Guardo l'ora. Tra un paio di ore sarà sul suo treno.
Mi vesto, spalanco le persiane il sole entra e tutto passa. Ha finalmente smesso di piovere.


Foto: fiori sul terrazzo di Odeline

PS. Approfitto per fare gli auguri alla mia mamma visto che ieri è stato il suo compleanno e oggi è la sua festa.
Le dedico con tutto il cuore una torta dolce e morbidosa proprio come lei!
Se volete la ricetta della torta della nonna che ho fatto pensando a lei, la potete trovare qui

martedì 4 maggio 2010

Villa borghese dorme ancora

Villa Borghese dorme ancora, mentre la attraverso sotto una sottile pioggia.
Ne sento il rumore calntilenante sull'ombrello rosso.
Lo sposto appena e alzo lo sguardo verso un cielo grigio. Alcune gocce oltrepassano il mio riparo e cadono fredde sulle mie guance. La guardo, la sento e ne respiro l'odore nel vento che gioca con i miei capelli spettinandoli.
Non c'è nessuno. E' un immagine surreale.
L'ho sempre vista di sabato pomeriggio, piena di gente, di turisti, di cani a passeggio e di ragazzini urlanti.Un immagine banale e anche un po' avvilente.
Questa mattina ci sono solo io, gli alberi e la pioggia.
Vedo galleria borghese alla fine del viale. E' bella vestita di gocce sottili.
Sono in ritardo. Dovrei correre eppure, imspiegabilmente rallento.
Sento quella sua bella voce che mi parla al telefono.La sento, e penso che mi sto allontanando ogni giorno un po'.
La pioggia comincia a cadere più prepotente. Un brivido mi corre lungo alla schiena, ma non sono sicura che dipenda dall'acqua che mi sta bagnando i piedi. Li sento freddi, come lo sono le mie spalle e la mia mente.
Guardo l'ora. Fortuna che il nuovo ufficio ha l'ingresso flessibile. Il viale è finito e la galleria è elegantemente difronte a me.
Mi guardo attorno ancora incredula di essere assurdamente sola. Lo dico mente parlo al telefono. Parlo di quanto sia suggestiva questa situazione e nel mentre penso che avrei voluto viverla in sua compagnia.
Un attimo ancora, tutto rallenta. Il vento fa cambiare l'angolo di caduta della pioggia, l'ombrello non mi ripara più, il viso e i capelli cominciano ad inumidirsi. Mi giro di scatto verso l'uscita. La magia finisce, la telefona termina ed io corro in ufficio con il trucco un po' colato che mi da un aria po' trasandata.

Stranamente ripenso ad una frase tratta da uno dei miei film preferiti. Una frase che mi ricorda spesso qualcuno... " non può piovere per sempre".

sabato 1 maggio 2010

Il profumo del caprifoglio



"Sei una stronza...sei davvero una stronza" me lo ripete sempre.
Generalmente conclude con con una frase del tipo "...ma mi piaci ugualmente" o "..ma un' altra così non la trovo da nessuna parte".
Io ribatto con "..lo hai sempre saputo, e non te l'ho mai nascosto". Ciò non toglie che sia dannatamente vero. Sono effettivamente una stronza.
Devo rivedere la situazione da un altro punto di vista. Devo tornare al punto di partenza e riguardare tutto in modo differente. Devo accantonare certe cose a favore di altre. Non c'è altra possibilità.
Lo sapevo e l'avevo anche avvisato a suo tempo..." non darmi occasione di sognare perché poi divento esigente e pretenziosa".
Ed ecco che la frittata è stata fatta. Ho sognato e sono diventata esigente, pretenziosa e ovviamente stronza. Non va bene. Marcia indietro. Niente progetti, niente sogni, niente che vada oltre a domani.
Niente pretese, niente più "resta..." sussurrati all'orecchio e niente più "non ripartire, ti prego"trattenendo il suo braccio.
Parti, vai e torna come preferisci. Non chiederò più nulla e non pregherò più.

Con ieri ho messo un punto ad un sacco di cose e come direbbe Rossella O'Hara...domani è un altro giorno.
Questa mattina ero a passeggio con Apollo. Magnifica sensazione, la sua pelosa presenza era molto piacevole, quasi rassicurante e in fondo mi mancava la complicità con un cane.
Siamo passati vicino ad un giardino la cui recinzione era piena di caprifoglio. Il suo profumo ha riportato alla mente ricordi di bambina. Ricordi di quando mai nonna veniva a prendermi al pulmino della scuola. La ricordo mentre tenendomi per mano mi faceva fermare un attimo, alzavamo il naso al cielo e mi diceva: "senti come profuma questa pianta, al mio paese la chiamano la merda di gatto...eppure ha un profumo così buono, lo senti?"
Una nonna completamente diversa dall'altra. Una nonna tutta incazzosità ed energia. Una nonna che non ho più.
Mia madre ha ragione..."tu sei tutta tua nonna" ed è vero; io ho la malinconia di una e l'incazzosità dell'altra.
Che strano mix.

Questa sera vengono degli amici a trovarmi. Non mi va nemmeno troppo. Vorrei stare un po' sola. Ho bisogno di un po' di solitudine, ho bisogno di rimettere in ordine le idee e di ricominciare con un equilibrio ristabilito.
Pazienza meglio approfittare e fare un bel Tiramisù.
Lo faccio per il mio piacere. Il fatto che sia per gli amici è solo una scusa.
Voglio l'odore di caffè che aleggia per la cucina e voglio affondare il cucchiaino in quella libidinosa crema al mascarpone sentendone tutto il sapore. Voglio il gusto del cacao inebriare la mia bocca e voglio sentire la morbidezza dei savoiardi.
In teoria ho sempre una altra torta da dover preparare, e il giorno in cui dovrei mettermi all'opera si avvicina.
Sono anni che l'ho promessa. Non è mai stata realizzata perché esattamente per una situazione analoga a quella che sto vivendo ora, ero semplicemente uscita dalla sua vita. Così, di punto in bianco.
Tendo a recidere le situazioni che mi fanno soffrire. Quella volta l'avevo fatto.
Vedremo cosa succederà adesso. Intanto penso proprio che il Tiramisù lo rifarò presto...

sabato 24 aprile 2010

Le benedizioni di Zacaria

Erano le 3:08 quando il rumore della pioggia battente mi ha svegliata.
In fondo è stato un risveglio dolce...troppo presto, ma certamente dolce.
Ho pensato a Zacaria, il signore di colore che vende le calze davanti al supermercato e che mi parla in francese. L'ho conosciuto parecchio tempo fa. Era sempre così gentile e cordiale che ho cominciato a lasciargli la moneta del carrello, poi ho cominciato a compragli le cose senza alcuna utilità reale e alla fine siamo diventati due conversatori. Ci vediamo e parliamo. Lui ogni volta mi ringrazia e mi benedice.
Mi benedice un sacco di volte. Pure troppe, tanto che mi domando se prima o poi 'ste benedizioni non mi porteranno un bel fulmine in testa.
Non lo vedevo da parecchio e giovedì quando sono tornata lì a fare la spesa sono andata a salutarlo.
Lui mi vede sorride e mi urla "OOOOHHHH Madame comment allez vous???"
Io gli metto una mano sulla spalla e gli dico che va così così. Lui mi dice che non mi vede da tanto tempo, ed gli rispondo che lavoro troppo lontano e che non riesco più a passare di lì.
Mi sorride e mi fa "oohhh un lavoro, bene!".
Il sorriso mi si spegne in viso...non è un buon lavoro. Decisamente no.
Lui mi guarda in modo triste e mi dice "tu sei una brava persona Dio ti ha benedetto vedrai andrà meglio"
Io rido. "No Zacaria, Dio ha di meglio da fare, io e lui non percorriamo la même rue (la stessa strada) da parecchio tempo".
Lui si fa serio, mi fissa e mi dice "Se Dio ti ha messo di fronte delle difficoltà, è perché crede in te e sa che le puoi superare. Tu sei benedetta perché hai qualcuno che ti ama. Hai una mamma che ti ama e che ti sorride sempre, hai persone che ti amano."
Io non sapevo più cosa rispondergli. Lui si illumina nuovamente di un bel sorriso e mi dice ancora "Sei una brava persona Dio ti benedirà con un buon lavoro."
Lo vedo allontanarsi con il suo carrello e la sua moneta da € 1,oo.
Ho pensato Zacaria e alle sue benedizioni e a mia mamma che mi appoggia sempre e che è sempre pronta a sostenermi.
Ho pensato a lui, a lei e ad altre mille cose. Ho pensato ad un futuro che non riesco a vedere. Non riesco a pensare a quello che sarà di me. Al massimo arrivo a domani, poi buio totale.
Ho pensato al futuro di un altra persona. Un futuro che lo porterà sempre più lontano. Un futuro che io non posso modificare. Non sarebbe giusto e non voglio questa responsabilità.
La notte è passata così. Pensando ad una decisione che forse dovrei prendere e mi costerebbe l'anima ed il cuore.
Alle 9:00 pioveva ancora. Il sorriso era triste e lui l'ha visto subito.
Non ho spiegato il motivo. Lui non ha chiesto più del dovuto. Mi conosce, sa che se avessi voluto dirgli il motivo l'avrei fatto.
Alle 11:00 il cielo era grigio e l'aria respirava con il mare. Lui mi sorride, mi dice che tutto si sistemerà e mi chiede di non scappare. Lo chiede in un modo struggente.

Il cellulare squilla.
"Signorina..sono Stefania, ci siamo conosciute ieri al colloquio. Se per lei va bene, noi saremmo interessati ad una collaborazione. Quando potrebbe cominciare? Lunedì 3 maggio le andrebbe bene?"
Cazzo, sì che mi va bene!!
Lo vedo scendere dalle scale, gli corro incontro dicendo che ho un nuovo lavoro lontano dal vecchio porco, gli salto in braccio e mi solleva da terra mentre allaccio le gambe dietro la sua schiena, rido e lui con me.
Mon Dieu!!!! Zacaria...le sue benedizioni,il pensiero positivo di mia madre, una botta di culo ogni tanto, l'amore di un altra persona...

martedì 20 aprile 2010

Perchè lui è un artista...perchè lui è un voyeur...


La mia vita lavorativa è grottesca.
Non so come altro definirla. E' talmente assurda che non posso fare altro che riderne.

Lunedì mattina ore 10:15
In studio solo io ed il vecio.
Si affaccia sulla scrivania della reception, mi guarda, fa lo sguardo da seduttore e apre il cesso che si ritrova per bocca...

-"Perché non vuoi venire a cena con me?"
-"Dottore le ho già detto che non sono interessata"
-"Ma ti porto anche a sentire il jazz"
-"Ancora...NO"
-"Ma che c'hai paura che poi non te scopo??? Guarda che me prendo il cialis"
-"..."
-"Dottore mi auguro che lei stia scherzando...si rende conto di quel che dice?"
-"no che non scherzo...te scopo... stai tranquilla"
-"Dottore senta faccia una bella cosa...paghi una mignotta e la finisca di rompere le palle a me...io non rientro nella categoria, quindi si risparmi di dire la cazzata del tipo ...i soldi li do a te!"
-" Ma perché fai così..con me te diverti"
-" Non sono interessata all'acquisto, dico sul serio. Mi creda, non insista più."
-"Ma che pensi, che poi ti rompo i coglioni? io sai... sono un'artista..amo le rotondità e te c'hai un culo... senti ma io sono un voyeur...io guardo... te fai da sola e io guardo...basta"
A quel punto non resisto e scoppio a ridere...o partiva un pugno o una risata...ho optato per la seconda.
Lui mi guarda con disappunto, mi butta scazzato una lettera che devo ricopiargli e se ne va. Il giorno dopo mi minaccia di togliermi dallo stipendio la porta d'ingresso perché cigola ed io, di conseguenza, la devo aver rotta...

Il vecio ha 76 anni ed è il mio capo da meno di un mese...fantastico...meglio di così non potevo capitare.

Ah mamma, visto che leggi...stai serena che le lezioni di fit box me le ricordo tutte e il vecio non mi fa paura...lo stendo con un gancio la prossima volta che si avvicina!

domenica 11 aprile 2010

Un sms che ti cambia i pensieri


Il nuovo lavoro mi porta al sabato praticamente sfinita.
Il vecchio (che sarebbe il mio capo, che sarebbe un commercilista, che sarebbe pure un po' tanto viscido...) mi fa fare le maratone per la città portando documenti a destra a manca e ovviamente mi manda a pagare le multe della figlia, a leggere il contatore della figlia, a chiudere il conto corrente in banca della figlia...In pratica da amministrativa che dovevo essere (e che continuo a fare tra una multa ed un contatore...) sono diventata una sorta di Andy del "Diavolo veste Prada"...ovviamente senza tutti quei vestiti fighissimi!
Va beh amen me ne sbatto, ho uno scopo per il quale questo lavoro decentemente pagato, mi serve, quindi va bene così.
Non ho intenzione né di arrendermi, né di mollare l'osso e di conseguenza... fanculo il vecchio viscido e fanculo il mondo intero, io me ne sto in prima linea, alla faccia di tutti quelli che non aspettano altro che dirmi "te l'avevo detto io che ti saresti pentita".
Primo non mi sono pentita, certo mi mancano alcune cose, ma non mi sono pentita; secondo io non mi guardo mai indietro e anche se mi rendessi conto di aver fatto la cazzata, non lo ammetterei manco sotto tortura, quindi il problema non sussiste.

Ieri pomeriggio avevo davvero bisogno di recuperare un po' di energie. La giornata era meravigliosamente calda e bella, e il letto era l'unico posto in cui volevo stare.
Ho lasciato la finestra della camera aperta, mi sono infilata sotto il piumone e ho lasciato che gli occhi si chiudessero.
Non ho dormito.
Non ho dormito nemmeno per un minuto, ma ho sentito un profumo di erba tagliata, di sole e di alberi in fiore.
Non ho pensato alle settimane dure che sto vivendo e ho preferito pensare a quelle più belle che mi auguro verranno.
Quell'odore di primavera, di natura, di libertà mi ha dato alla testa.
Pensavo che ho una torta di compleanno che aspetta di essere preparata da sei anni e che non può più essere rimandata.
Pensavo che questi ultimi sei mesi mi sono volati via e che nell'ultimo periodo ho raschiato tutto il fondo del barile della mia pazienza. Non ne ho più.
Voglio cambiare delle cose, non so come fare e questo mi manda in bestia. Non sopporto di non avare le redini della mia vita. Ho come l'impressione che sia lei a decidere per me e non mi garba affatto.
Un attimo di calma. La tenda si alza appena, l'aria tiepida, l'odore di erba, ed io che mi giro da sotto le coperte respirando a pieni polmoni. Il tempo sembra fermarsi. Un suono mi distrae, afferro il telefono... il diplay indica la presenza di un nuovo messaggio. Ho già un bel sorriso stampato sulle labbra.
All'improvviso mi rendo conto che tutti gli altri pensieri spariscono. Tabula rasa. Un foglio bianco pronto per essere colorato come più mi piace.
E' un attimo, mi ci vuole niente perché i miei pensieri prendano un'altra direzione...e all'improvviso mi ritrovo a pensare che vorrei essere da un altra parte e che vorrei ritrovarmi abbracciata in qualche modo osceno con il mittente di quel messaggio.

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