sabato 2 marzo 2013
Accade...
Accade sempre. Ogni volta.
Ogni volta che arriva il giorno e i miei occhi si aprono all'improvviso, quasi con violenza.
Non è importante, non lo è quasi mai. Si mette tutto in OFF e via non ci si pensa più.
Tutto corre. La mia vita corre, la gente corre, la città corre e io devo sbrigarmi.
I miei piedi nudi veloci sul pavimento fanno quel rumore. Quel "tac" . Quel rumore di quando mi scrocchiano gli alluci e scoppia... Scoppia la sua risata, scoppia il ricordo di quei occhi che si stringono, di quelle labbra che si incurvano e di quel no mimato con la testa.
"I tuo piedi, così piccoli, così rumorosi."
Rumorosi sul suo parquet. Rumorosi sulle mie piastrelle fredde.
Accade sempre. Accade un'altra volta. E un'altra ancora.
Quando, distratta, cammino tra la gente indifferente.
Mi passa accanto, e forse dovrei accorgermi che in quel momento sta parlando al telefono. Ma non lo faccio. Sento solo quel profumo. Il suo.
Chi è quello stolto che ha osato indossarlo? Illuso su di te non sarà mai la stessa cosa.
Forse mentre lo spruzzavi sul colletto della tua camicia inamidata hai pensato che ti rendesse charmant... Illuso. Quel profumo non ti appartiene. Quel profumo è solo suo. E' parte di lui, della sua pelle. E' di quella pelle calda, che nella penombra tocca la mia.
Accade anche adesso.
Quando lentamente prendo quella ciocca ribelle che impertimente sfiora le mie labbra. Labbra che in un altro momento sarebbero sue.
Non posso fare a meno di correre a lei, al suo ciondolo insolito, a quella forma fredda che in apparenza non si sposa con me. E non posso fare a meno di ripensare a quelle parole.
"Come non esiste un fiocco di neve uguale ad un altro, così non esiste un'altra come te"
Foto: Barca abbandonata nel lago di Bracciano
lunedì 11 luglio 2011
L'odore della notte
Ultimamente la notte mi ritrovo a guidare per le strade semi deserte della città. Gli altri tornano da cene e feste o si spostano da un locale trendy all'altro. Io torno dal lavoro.
Finestrino abbassato, capelli sempre più scompigliati e nelle narici l'odore della notte.
Di notte tutto assume un altro odore.
Il Lungotevere ha l'odore melmoso dell'acqua e dolciastro di piante fiorite e la Flaminia odora di pini marittimi.
Anche questa serata ha un odore uguale e diverso al contempo.
Odora di erba calda, di rosmarino, di bucato appena steso e di umidità. Odora di caos.
Mi piace il buio, mi piace la notte e mi piace il suo odore.
Le cose devono avere un loro odore. Un odore unico che potresti riconoscere fra altri mille.
L'odore della pelle calda, l'odore del mare. L'odore di una stanza in penombra.
Guardo il cielo stellato e cerco l'Orsa Maggiore con le sue stelle puntatrici. Si dice che seguendo loro prima o poi raggiungi la stella polare.
Resto per un attimo senza pensieri e poi ricordo di mattine al lago e di cornetti mangiati annusando odore di crema solare al cocco.
Torno al cielo, all'odore della notte e alla mia stella polare che continuo a cercare e che non riesco a vedere.
Foto: tramonto romano
lunedì 16 maggio 2011
Le donne della mia vita
Penso spesso a loro, alle donne della mia vita.
Mi rendo conto che gli uomini hanno sempre avuto il peso che io gli ho dato.
Sono stati amici, amanti appassionati, compagni, ombre passeggere. Sono stati tutto e niente. Hanno mutato forma, consistenza e spessore, in base al mio umore e ai miei capricci.
Le donne no. Loro sono loro e basta.
Sono donne che ramificano sentimenti e sorrisi anche quando intorno c'è solo tempesta.
Espandono la loro magia tenacemente.
Sono mia mamma, che quando vuole allunga le mani e sa che, a metà strada, troverà altre mani... le mie. Sempre e comunque.
Sono donne, che sono uomini.
Sono pilastri saldi e forti, sono fiumi che percorrono un letto adattandosi ad ogni irregolarità senza trovare mai la loro foce.
Sono donne che sanno vedere la tristezza della vita e se ne fanno carico.
Sono donne come mia nonna che quando mi guarda sembra che veda il sole.
Sono donne che percorrono strade, che contano ponti, che se ne rammaricano ma che trovano il sole altrove.
Sono donne come Cristina che con i loro abbracci impastano brioche di dolcezza infinita.
Sono donne come Valeria, che pensano che da quando sono partita, la loro vita sia peggiorata.
Sono donne che non si vergognano di scrivere "amica mia, mi manchi" su una bacheca pubblica.
Sono donne che che sono femmine.
Sono donne come Chiara che "perché io valgo" e di questo convince il mondo intero.
Ma d'altronde che cosa ci si poteva aspettare dalle donne.
Dopotutto Eva ha preso la mela per sete di conoscenza, per ardore nell'espandere se stessa. Adamo l'ha fatto perché lei glielo ha chiesto...
Foto: fiori di biancospino
venerdì 13 maggio 2011
Uno sguardo dentro

E' notte fonda, l'aria è tiepida e profumata. Profumo di donna su un corpo di uomo.
Il respiro è calmo e lento, dorme profondamente ed io lo guardo nella penombra. Alto, magro, belle mani. Ovviamente.
Ripenso al e come e quando l'ho conosciuto. A quanto fosse improbabile questo incontro a quanto tempo è passato.
Ripenso alle chiavi di casa, alla maglietta che indosso, alle lenzuola in cui dormo. Straniere, fresche di bucato e scomposte.
Mi guardo per un attimo. Mi guardo dentro. Ciò che vedo è starordinariamente nuovo.
Nuovo come il profumo, come il suo respiro.
Un respiro che domani non ricorderò nemmeno più.
Foto: Ginko biloba piantato da Napoleone a S. Sebastiano da Po (To)
sabato 30 aprile 2011
Prenditela morbida...
Morbida come il tiramisù all'amaretto che mi sono fatta giusto per golosità, morbida come un abbraccio che ti fa mancare il fiato.
Me la sono presa morbida e mi è piaciuto come ogni volta.
In fondo la vita è anche questo.
Morbida e senza pensieri.
Foto: risaia allagata al tramonto
martedì 19 aprile 2011
mercoledì 23 marzo 2011
Stravissuta, straviziata...
Il sole tiepido, il profumo salmastro del mare e il tempo che scorre lento e vizioso.
Non c'è fretta nei miei pensieri troppo assopiti per bussare.
Intorno, solo il cadenzato rumore delle onde.
Teo si accuccia accanto a me, lecca la mano che morbida lo accarezza e torno a chiedermi se mai troverò un amore che possa eguagliare il suo. Non dura più di un soffio di vento. La brezza si alza e porta via tutto.
Una splendida giornata, straviziata, stravissuta...
lunedì 21 marzo 2011
Auf widersehen

Mi affaccio dal ponte e la vedo allontanarsi.
E' grigia, in un acqua grigia come il cielo.
Non c'è colore. Non c'è rumore. Non c'è nulla.
Solo quella barca che lenta scivola via.
Vedo i miei sogni, i miei sorrisi le mie speranze allontanarsi con lei.
Quasi non ci faccio caso, si confondono in quel non colore, nella leggera foschia, nell'acqua fredda.
Quasi non fa male.
" Ti posso rubare ancora un minuto?"
"Mi dispiace...mi hai già rubato gli ultimi diciotto mesi..."
Foto: Berlino marzo 2011 (colori originali)
domenica 13 marzo 2011
Un nuovo profumo, un vecchio parquet
Sono tornata da Berlino pochi giorni fa.Ad attendermi un nuovo profumo e un vecchio parquet.
Le dita dei piedi scrocchiano ad ogni passo, lui mi guarda e sorride come tutte le altre volte.
Scuote leggermente la testa e mi sembra che i suoi capelli siano più lunghi.
Mi accoccolo al caldo delle sue coperte e delle sue mani.
Restiamo lì, nel silenzio della camera, nel silenzio del pomeriggio.
Il profumo si fa sentire dolce, avvolgente e sensuale sul mio collo.
E' buono, diverso dal mio solito, ma buono.
Tra poco sarà anche sul suo cuscino.
Lo sentirà questa notte, quando andrà a dormire? Gli farà sognare di me e i miei occhi?
Fuori dalla finestra vedo il crepuscolo arrivare. Penso a come sarebbe essere sul terrazzo della sua casa in questo momento. Da lì il tramonto cittadino è sempre splendido.
Si volta mi guarda e sussurra qualcosa che sento appena.
Si alza un po' di più, mi fissa come solo lui sa fare e ho già dimenticato ciò che gli ho risposto.
Mi stringo a lui e lo sento sospirare.
"Non puoi andartene, cercherei te in qualsiasi altra donna".
E' come un bel tramonto triste, caldo e malinconico. Lo guardo e mi rendo conto che è come morire un po'.
Dopo tutto ogni tramonto ha la sua alba e la mia è appena arriva.
domenica 19 dicembre 2010
Nevica

E' venerdì e sento i fiocchi freddi toccare la mia fronte e i miei capelli già umidi.
Li vedo camminare nascosti da due cappucci pelosi ridendo mentre il freddo che colpiva me, scaldava loro.
Lui le dice qualcosa per prenderla in giro, lei ride e risponde a tono, tanto che lui le scompiglia la testa con finta disapprovazione. Si fermano e i loro visi spariscono nascosti dai caldi cappucci.
Lui l'abbraccia e ogni tanto il viso ripunta con un bel sorriso, fino al momento in cui lei non lo tira dal collo della giacca per far sparire un bacio bacio in un insolito pomeriggio nevoso.
Quali parole le avrà sussurrato da dietro quel cappuccio? Avranno riso insieme mentre le loro labbra si parlavano? Le avrà detto di essere pazzo di lei?
Nevica sulla capitale, nevica su occhi sognanti e cappucci caldi.
Nevica su parole sussurrate e su baci nascosti.
E nevica su di me, improbabile spettatrice di un momento fugace.
Foto: 17 dicembre 2010 Roma sotto la neve. Foto da cellulare.
lunedì 13 dicembre 2010
domenica 5 dicembre 2010
Panta rei
mercoledì 24 novembre 2010
La Spensieratezza

Oggi è il mio giorno libero.
Che fare? Semplice... essere spensierata.
Scarpe comode, cappotto caldo e voglia di perdersi nella testa.
L'aria profuma di umido e sole, uno strano mix, i raggi tiepedi accarezzano i miei capelli e il mio viso.
Il bello di Roma...un sole quasi caldo alla fine di novembre.
Luce, tanta luce. Decisamente mi piace.
Passeggio senza una meta per più di un ora. Arrivo al ponte di ferro.
Da un lato la ferrovia, dall'altro il Gazometro.
Attraverso il ponte come per avvicinarmi di più a tutto quel metallo.
Mi appoggio alla balaustra e lo guardo.
Si staglia nel tempo cristallizzato, decadente e triste.
Il ricordo sbiadito, di quello che un tempo fu un qualcosa.
Un angolo fantasma, in una città persa nei secoli.
Il fascino, che probabilmente ci vedo solo io, ramifica nella mia giornata senza pensieri e la mano corre alla macchina fotografica.
Trattengo un secondo il respiro, scatto tentando di fermare un istante comunque fugace e torno ai miei non pensieri, alla mia giornata tiepida, alla mia perdita di tempo, alla mia spesieratezza.
Foto: il Gazometro di Roma
lunedì 22 novembre 2010
Total Eclipse oh the heart
Mi alzo sentendo la pioggia cadere. Scosto le tende e non solo la sento, ma la vedo anche.
E' fitta, battente, fredda.
Mi vesto con gli abiti preparati dalla sera prima, mi pettino con calma, il rimmel accarezza le mie ciglia e il fard colora le mie pallide guance.
Alla radio una vecchia canzone che non sentivo da anni.
Turnaround, every now and then I get a
little bit lonely and you're never coming around
Turnaround, Every now and then I get a
little bit tired of listening to the sound of my tears
Turnaround, Every now and then I get a
little bit nervous that the best of all the years have gone by
Turnaround, Every now and then I get a
little bit terrified and then I see the look in your eyes
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Lo specchio riflette un'immagine nella quale mi riconosco ancora nonostante tutto.
Gli occhi sono sempre quelli, forse solo più malinconici.
I capelli non sono più legati nella lunghissima treccia di quando ero bambina.
Sono stati lunghi, sciolti e poi cortissimi.
Ora sono solo biondi. Come sempre.
Turnaround, Every now and then I get a
little bit restless and I dream of something wild
Turnaround, Every now and then I get a
little bit helpless and I'm lying like a child in your arms
Turnaround, Every now and then I get a
little bit angry and I know I've got to get out and cry
Turnaround, Every now and then I get a
little bit terrified but then I see the look in your eyes
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Mi fermo un istante.
Lui mi aspetta.
Come ogni mattina aspetta che mi avvicini e che lo prenda.
Aspetta di diventare parte di me.
And I need you now tonight
And I need you more than ever
And if you'll only hold me tight
We'll be holding on forever
And we'll only be making it right
Cause we'll never be wrong together
We can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time
I don't know what to do and I'm always in the dark
We're living in a powder keg and giving off sparks
I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Forever's gonna start tonight
Dietro, altre boccette oramai vuote. Tutte uguali. Solo una è diversa. Edizione limitata, azzurro cielo, l'hanno chiamata "Pegaso".
Le passo con lo sguardo una per una. Ricordo perfettamente ogni volta che mi è stato regalato.
Once upon a time I was falling in love
But now I'm only falling apart
There's nothing I can do
A total eclipse of the heart
Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can say
A total eclipse of the heart
Turn around bright eyes
Turn around bright eyes
Turn around,
Every now and then I know you'll never be the boy you always wanted to be
Turn around,
Every now then I know you'll always be the only boy who wanted me the way
that I am
Turn around,
Every now and then I know there's no one in the universe as magical and
wonderous as you
Turn around,
Every now and then I know there's nothing any better and there's nothing
that I just wouldn't do
Turn around bright eyes,
Every now and then I fall apart
Turn around bright eyes,
Every now and then I fall apart
La canzone sta per finire, lo afferro e la sua nuvola mi investe.
Ogni singola molecola si incolla alla mia pelle, al mio collo, ai miei polsi.
Mi volto e ne sento ancora la scia.
Ora mi sento completamente Io.
And I need you now tonight
And I need you more than ever
And if you'll only hold me tight
We'll be holding on forever
And we'll only be making it right
Cause we'll never be wrong together
We can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time
I don't know what to do and I'm always in the dark
We're living in a powder keg and giving off sparks
I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Forever's gonna start tonight
"Quando per strada sentivo quel profumo mi voltavo a cercarti tra la gente"
Ed ora, cosa farai? Ti volterai ancora? Cercherai il mio volto? Cercherai i miei occhi tra mille altri?
Once upon a time I was falling in love
But now I'm only falling apart
Nothing I can do
A total eclipse of the heart
Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can say
A total eclipse of the heart
Camminerai ancora respirando l'aria per cercare quel profumo? Poggerai ancora la testa su un cuscino che sa di me?
Foto: il profumo di Odeline (foto di Odeline)
mercoledì 17 novembre 2010
Il tempo
Ho i neuroni in ferie.
E' così da qualche giorno.
Penso poco, mi incazzo tanto e accantono tutto.
Ho l'impressione che ciò che dico sia sempre e solo compreso per un terzo, quindi tanto vale lasciar perdere. Faccio ore di monologhi sentondomi dire "mh mh". Per la serie "dio che coglioni sti discorsi!"
Ok, ho colto, basta pensare, basta, monolagare.
Tempo..avere tempo.
Il mio tempo scorre a tremila. Il suo manco a cento.
La prospettiva cambia completamente in base all'idea che uno ha del tempo.
A trentadue anni, mi ritrovo con dodici anni di esperienze lavorativa, un po' di fidanziati/amici/amanti, un adorabile ex marito, quattro case abitate, quattro città vissute.
Direi che sono a posto. Ora mi manca solo di fermarmi.
Questa è la mia prospettiva di tempo.
La sua?
Un foglio di carta bianca tutto da scrivere con tremila colori per farlo.
Se gli dico di restare gli stronco l'esistenza lavorativa, e probabilmente il suo futuro, se lo lasciassi fare perderei altro tempo.
Non c'è niente da fare io vivo sulla mia luna e lui, su non so bene quale pianeta.
Non mi serve di fare la findanzatina modello, che aspetta trepidante il ritorno festivo del principe azzurro.
Io voglio il festivo e il feriale.
Se lo dicessi ora lo spingerei inevitabilmente verso la mia esclusiva direzione e non voglio questa responsabilità e questo egoismo.
L'autunno sta passando. E' magnifico. Caldo, triste, malinconico, intenso.
Arriverà l'inverno e arriverà gennaio.
A gennaio uno dei due dovrà scegliere e a quel punto sarà una cosa definitiva.
Nel frattempo ho mandato i neuroni in ferie e mi godo questo magnifico autunno che tanto mi appartiene.
Foto : L'autunno di Odeline
mercoledì 10 novembre 2010
Il taxi
Un punto è stato messo.
Ho un lavoro. Anzi no, non è corretto dire "ho un lavoro", perché quello non mi è mai manato. Mi è mancato lo stipendio, come quando ho lavorato per un agenzia della Vodafone, mi è mancato un contratto come quando ho lavorato per la società di eventi...ma il lavoro non mi è mai mancato.
Quindi...ho un contratto.
Un contratto a tempo ideterminato come assistente alla poltrona.
Un ritorno alle origini; il mio primo lavoro uscita da scuola.
Leggendo un post di Mr.Henri mi è venuto da porgermi la sua stessa domanda.
Che ho concluso in questo anno? Un tubo (A parte poter inserire tremila voci sotto la scritta "le tue esperienze lavorative".... ovviamente).
Sono sempre più convinta che il treno della tua vita passi una volta sola.
Forse viene annunciato una seconda, ma è praticamente impossibile che passi una terza.
Il primo l'ho mancato alla grande. Il secondo ero al binario giusto nel momento giusto, ma ero lì da sola. Stazione vuota. Io e una sola cazzutissima valigia.
E il mio compagno di viaggio che fine aveva fatto? Forse non ha sentito la sveglia. Forse ha pensato che se non prendeva quel treno ne sarebbe passato un altro. Come succede con l'Eurostar.
Si è talmente abituato a salire su quei cazzo di treni che pensa che tutti siano così.
Eh no. Quello non ha la frequenza di un Eurostar.
Quello passa una volta ogni cento anni.
Sei lì, che aspetti e intanto senti l'annuncio controllando l'ora sperando di vedere una figura trafelata che entra correndo dalla porta centrale.
Poi ti rendi conto che il treno è arrivato, il capo macchina fa l'ultimo fischio e tu ti guardi ancora intorno continuando a sperare...lentamente le porte si chiudono, ti cedono le mani, le tue valigie cadono e tu con loro.
Passano le ore e lentamente ti ricomponi. Respiri profondamente, socchiudi gli occhi ed esci dalla stazione pronto a riprendere il taxi che ti ha portato fino a lì.
Io mi sono ricomposta e sono uscita. Vedo il mio taxi.
Non mi resta che salire e andare via.
Foto: L'autunno nel giardino di Odeline
sabato 30 ottobre 2010
Samhain

Samhain è il passaggio.
Il passaggio dal giorno,alla notte.
Samhain è la fine della solare estare e l'inizio del buio e nero inverno.
Samhain è la festa dei morti.
Un'antica tradizione piemontese tramanda che in questa notte magica, in cui è possibile la fusione del mondo reale con l'aldilà, occorra imbandire la tavola per loro.
Sentendosi benvenuti i miei morti verrano a farmi visita; siedereranno alla mia mensa e saranno con me proteggendomi per l'anno che verrà.
Verrà mia nonna con quella sua risata grossa e le sue mani callose, con il suo carattere forte e tenace.
Verrà da me, come è venuta a trovarmi tante volte nei sogni.
Uno lo ricordo nitido e vivido.
Eravamo sedute insieme sul muretto dietro casa e parlavamo ricordando vecchie cose e ridento dei tempi passati.
Ad un certo punto guardo l'ora e vedendo che erano le 6:00 con occhi tristi mi volto verso di lei.
"Nonna è ora che ti saluti?"
" No Alice,abbiamo ancora dieci minuti, abbiamo ancora un po' di tempo.
Ho ancora tempo per dirti che ti voglio bene e che la vita ti sorriderà"
Io sorrido l'abbraccio lei mi stringe forte.
"Ora sì che devi andare..."
Apro gli occhi, mi alzo di scatto con la strana sensazione di non essere sola e d'impulso guardo l'ora... sono le 6:10
Lei verrà.
Samhain è considerato il periodo in cui si concludono i vecchi progetti, si valuta criticamente quanto si e' ottenuto nell'anno e si pensa alle nuove imprese per l'anno nuovo.
E' buffo quindi che un nuovo cambiamento sia arrivato proprio ora.
Tutto intorno a me gira.
Gira vorticosamente e costantemente. Sono in balia di una tempesta.
Finalmente intravedo un punto fermo, forse l'unico che in questo momento posso permettermi.
Forse, se riuscirò a raggiungerlo e ad aggrapparmici anche tutto il resto rallenterà fino a fermarsi.
lunedì 11 ottobre 2010
Di uva e di ricordi
Niente. Credo che niente sia la cosa più semplice da dire. E da fare.
Ieri il sole, ancora caldo, profumava di vino e terra.
La vendemmia mi riporta sempre bambina.
Ricordo una mia vecchia foto ormai sbiadita. Trecce bionde, sorriso sdentato, camicia scozzese e galosce rosse. In mano in grappolone di uva.
La ricordo così.
Ricordo la vigna e ricordo la vendemmia di casa.
Ricordo il rosso acceso delle foglie d'uva che mi appariva prepotente sulle colline del Monferrato.
Ricordo un aria umida che mi portava il sapore dei boschi.
Ieri l'uva profuma di autunno e di ricordi.
Oggi, tra le mani pioggia, aria fredda e poco altro.
Una nuova musica nelle orecchie e vecchi pensieri che, stagnanti non escono dalla mia testa.
Chissà che fine ha fatto quel sorriso sdentato.
Mi piace questa pioggia porta l'odore dell'autunno perfino su Viale dei Parioli.
Un anno è trascorso e mi ritrovo esattamente al punto di partenza. Non so che strada prendere e non so quali altre si paleseranno ancora.
Mi viene da pensare all'arroganza degli uomini.
Cosa cavolo fa pensare loro di poter essere gli unici al mondo??
Non me lo spiego.
Mi domando come una cosa possa divenire scontata in così breve tempo.
Tu dai una cosa, crei una condizione e da lì a breve la condizione diviene istituzione. Se l'aspettano. Tu l'hai creata, ed ora è normale che la mantieni.
Ma perché??? e poi perché dovrei mantenerla solo per qualcuno? chi l'ha detto che io non la possa regalare anche ad altri?
Nessuno mai pensa a questo.
Bah... l'ho detto io che niente era la cosa migliore da dire.
Meglio l'uva, i ricordi e le foto sbiadite.
domenica 26 settembre 2010
So cool...

Nuova giostra, nuovo giro.
Ho l'ennesimo lavoro nuovo. Ce l'ho da venerdì sera.
Lavoro già ai Parioli dalla fine di agosto, ma è una situazione che non si sta definendo e che mi porta a fare praticamente volontariato (8 ore di lavoro per 500€...). Non se po fà.
Manco CV sempre e comunque, butto le esce sperando prima o poi di pescare il pesce del lavoro giusto.
"società di servizi ricerca segretaria partime"
Ma s, anche questo va bene...tutto fa brodo.
"Buongiorno, chiamo per l'invio del tuo CV saremmo interessati ad un colloquio. Noi siamo ai Parioli..."
Fantastico, penso...io già ci lavoro sarei comodissima! Accetto ovviamente il primo incontro.
Mi apre una ragazza di 33\34 anni anzi no... ne ha 28 nascosti da un trucco vistosissimo.
E' alta quanto me...anzi no sta su 15 cm di scarpe con tacco a spillo e plateau.
E' bella e vistosa.
Capelli lunghissimi neri ricci ricci, pantaloni sega passera e top dorato.
Ma come cazzarola respira in quei pantaloni??? ma come resiste con un toppino micro, quando io ho una maglietta e la giacca??? ma come fa a non slogarsi una caviglia su quelle scarpe??
Ai posteri l'ardua risposta.
"Ciao bella!"
- ciao bella???? ma ci conosciamo?
"il capo ha avuto un ritardo, intanto facciamo due chiacchiere io e te"
-sarà incinto 'sto capo con il ritardo?-
"Guarda noi ci occupiamo di eventi, noi organizziamo gli eventi più cool della notte romana. Noi siamo l'agenzia più cool della città. Noi siamo conosciuto per tutti locali della notte cool romana"
-l'ho capito che siete cool...basta...quante volte lo vuoi sottolineare???-
" Sai noi vendiamo immagine...ed io ci metto un bell OK con punto esclamativo sul tuo CV, così con il mio con punto esclamativo vedrai che ti richiamano"
-minchia, meno male che ci metti tu il punto esclamativo...-
"sai ho fatto una quindicina di colloqui e non per offendere, ma insomma....anche gente con il cervello...ma noi..."
-aspetta un po', fammi indovinare...voi vendete immagine-
"vendiamo immagine! Cioè alla fine qui passano tutti DJ, PR, ONOREVOLI...Cioè tanto per dirti io ieri sera salutavo il sindaco"
- sì, si nota che voi vendete immagine...decisamente si nota-
"ci saranno giorni in cui penserai che non c'è molto da fare e magari te ne stai mezza giornata su facebook, e poi magari ti entrano due PR, un DJ e tre FORNITORI"
-ma è una barzelletta??? -
"e tu non saprai più da che parte girarti, ma tanto insomma si vede che sei anche intelligente vedrai che te la cavi!
-ANCHE intelligente..no dico ANCHE?????-
"ah e poi guarda ti dico una cosa come se fossimo amiche...se ti chiedono se vuoi figli di NO mi raccomando!!!"
- eh sì...siamo proprio amiche...-
"Senti, visto che il capo tarda ti lascio andare a mangiare, io tanto ci ho messo l'OK!!! quindi vedrai che ti richiamano, perché l'aspetto che l'hai e insomma , anche il curriculim c'è quindi stai tranquilla!"
- oh mio dio...ma questa da dove è uscita??? ah già dimenticavo loro sono cool e vendono immagine-
"ah comunque la tua maglietta è da PAURAA, io adoro le mini!!"
-la maglietta con la stampa della mini è da paura????? eeehhh la mamma, coooool pure lei, visto che che me l'ha regalata!-
Le stringo la mano e mi congedo intanto mi domando se gli interessa una segretaria o una cubista.
Passano due ore e mi richiama dicendomi che i capi (mo sono diventati due) domani sono nuovamente in ufficio e mi vogliono rivedere.
Ci rivado il giorno dopo giusto perché non mi costa nessuna fatica.
I toni si fanno più professionali ma che sono cool si vede decisamente (quante volte da adesso in poi sentirò pronunciare la parola cool??).
Intervistano me e arriva un' altra strappona fighissima,
Dallo scollo della canotta vedo anche le ovaie.
Parlano con me e si chiedono a che ora arriverà la fidanzata di chicco...
Finiscono con me e mi dicono che hanno altri due colloqui e che mi faranno sapere...
-quasi quasi non l'avevo capito...-
Sono le 19:00 mentre con le cuffie nelle orecchie sonnecchio tornando a casa.
Squilla il telefono...
"Ciao bella!!!"
- ah già la sorella che non sapevo di avere-
"volevo dirti che la scelta è ricaduta.."
"ah tranquilla non preoccuparti non c'è problema" - mi affretto a rispondere io
"nooo tesoro, volevo dirti che hanno scelto te!"
"eennhh??? me?"
" sììììì, sei contenta?"
...
...silenzio
"moltissimo..." rispondo
Ora tocca vedere se riesco a sopravvivere in questo posto senza prendermela troppo nel cul...ops...nel cool!
Foto: Odeline cool
martedì 21 settembre 2010
Oggi 21 settembre...
Giornata interminabile, fatta di ritardi del treno e di stanchezza cronica.
Esco dal nuovo ufficio imboccando Viale Parioli.
Il cielo è grigio e nuvoloso, c'è un insano caldo e non lo sopporto.
Cambio lato della strada, quello a sinistra mi piace di più, non so perché.
Passo le boutique costose, passo il negozio della Rolex, passo i tremila ristoranti, le macchine da fighetto parcheggiate cafonamente sul marciapiede.
Incontro le signore dell'alta borghesia romana e incontro i filippini che portano a spasso i cani.
Alzo la testa e guardo un balcone... chissà poi chi mi aspetto di vederci.
Distolgo lo sguardo e immaginano la vista che ci potrebbe essere da una di quelle terrazze. Anzi no..la ricordo e basta.
Ancora due passi, solo due passi e la vedo cadere sulle mie scarpe. Una foglia gialla.
Una folata d'aria e lei leggera e profumata d'autunno arriva sui miei piedi.
Che buffo, riesco solo più a sorridere. La sera che sta arrivando, il tempo che scappa stancamente dalle mie mani non contano più nulla. Sento l'odore delle foglie, è intenso e prepotente. Riempie le mie narici sovrastando l'odore del traffico.
Mi fermo e solo allora mi rendo conto che è arrivato.
Oggi è il 21 settembre...
Foto: tramonto vercellese Agosto 2010
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