
Ho i neuroni in ferie.
E' così da qualche giorno.
Penso poco, mi incazzo tanto e accantono tutto.
Ho l'impressione che ciò che dico sia sempre e solo compreso per un terzo, quindi tanto vale lasciar perdere. Faccio ore di monologhi sentondomi dire "mh mh". Per la serie "dio che coglioni sti discorsi!"
Ok, ho colto, basta pensare, basta, monolagare.
Tempo..avere tempo.
Il mio tempo scorre a tremila. Il suo manco a cento.
La prospettiva cambia completamente in base all'idea che uno ha del tempo.
A trentadue anni, mi ritrovo con dodici anni di esperienze lavorativa, un po' di fidanziati/amici/amanti, un adorabile ex marito, quattro case abitate, quattro città vissute.
Direi che sono a posto. Ora mi manca solo di fermarmi.
Questa è la mia prospettiva di tempo.
La sua?
Un foglio di carta bianca tutto da scrivere con tremila colori per farlo.
Se gli dico di restare gli stronco l'esistenza lavorativa, e probabilmente il suo futuro, se lo lasciassi fare perderei altro tempo.
Non c'è niente da fare io vivo sulla mia luna e lui, su non so bene quale pianeta.
Non mi serve di fare la findanzatina modello, che aspetta trepidante il ritorno festivo del principe azzurro.
Io voglio il festivo e il feriale.
Se lo dicessi ora lo spingerei inevitabilmente verso la mia esclusiva direzione e non voglio questa responsabilità e questo egoismo.
L'autunno sta passando. E' magnifico. Caldo, triste, malinconico, intenso.
Arriverà l'inverno e arriverà gennaio.
A gennaio uno dei due dovrà scegliere e a quel punto sarà una cosa definitiva.
Nel frattempo ho mandato i neuroni in ferie e mi godo questo magnifico autunno che tanto mi appartiene.
Foto : L'autunno di Odeline