
In questa settimana di totale immersione amichevole, si è inaspettatamente inserita una serata da menzionare.
Probabilmente quello di cui sto per parlare , interesserà me, e ben pochi altri, ma per tutti quelli cresciuti sotto i segni delle sette stelle di Hokuto è un momento di memorabile revival.
Circa vent'anni fa,Buronson e Testuo Hara davano vita ad uno dei più splatter e coinvolgenti fumetti/anime che io possa ricordare: "
Ken il guerriero"
Sono cresciuta a colpi improbabili , in grado di far esplodere teste, pasteggiavo a "punti di pressione" . Il tanto ripetuto e cacofonico "ua-tà-tà-tà" ancora riecheggia nelle mie orecchie. I cento colpi di Hokuto sono stati per anni uno dei miei preferiti giochi pomeridiani.
Muscoli che si gonfiavano tanto da mandare in brandelli innumerevoli magliette, auree che si estendevano all'inverosimile, sono ricordi che ancora oggi (a distanza di ben 15 anni) mi fanno piacevolmente sorridere.
Rivedere tutto questo, trasportato al cinema, è stato alquanto emozionante!
Non credo di essere in grado di dare un parere oggettivo di questo lungometraggio, sono troppo influenzata dalla parte affettiva che mi risveglia, tuttavia nel vedere questo "spezzone" legato alla saga del cattivissimo Souther (si schiverà così????) ,non ho potuto far a meno di notare che in certe punti manca manca qualcosa.
Inizia con un'introduzione, piuttosto ben fatta, nella quale si spiega a grandi linee come si è arrivati a questa ambientazione post-apocalittica , così da permettere una comprensione anche ai fan meno accaniti.
La vicenda è un "taglia e cuci" delle puntate della serie, con spunti di approfondimenti su personaggi e vicende, che erano stati messi da parte nell'anime dedicato alla TV.
Le ambizioni di Raoul vengono delineate e precisate a dovere, la compassione che spinge Toky a rimanere sempre ai margini della battaglia per il potere, vengono ulteriormente ribadite.
Il tutto a fare da contorno al vero ed indiscusso protagonista, Kenshiro.
Il disegno a tratti è spettacolare e riprende in ogni caso, quello originale...corpi scultorei, eccessivamente definiti e giganteschi, tanto assurdi, quanto fantastici.
I dialoghi, certe volte, risultano un po' ripetitivi e troppo melensi, ma d'altronde si tratta di un lungo metraggio, che dove dare spazio a tutti.
Infine, la nota davvero dolente è la rara presenza di scese splatter (troppo poche le teste e i corpi esplosi).
Ottima la colonna sonora, dura, metal ed accattivante.
Di per sé è una critica che va dal sufficiente al discreto, ma non bisogna sottovalutare la magia e il fascino che pervade comunque quest'opera, che nonostante tutto si fa apprezzare dagli amanti del genere.
Per chi volesse a questo
linck si può risentire la mitica siglia iniziale.