martedì 9 dicembre 2008

Un canto solo per me


Un sabato come tanti.
Gironzolavo per Anguillara tra una commissione ed un altra.
Mi stufo e decido di mollare gli impegni. Che se ne stiano lì, ad annoiare qualcun' altro.
Prendo una viuzza del paese antico , non sapendo assolutamente dove mi avrebbe portata.
Era una vita che non mi perdevo.
La strada è stretta ed in salita. Ad un certo punto mi ritrovi in mezzo ad una piazzetta, che sembra uscita da una cartolina d'altri tempi.
Alla destra un cancello di ferro battuto, accostato. Lo fisso e esito un attimo prima di aprirlo.
Mi addentro in un bel giardino tutto curato al centro del quale , emerge un torrione.
Chissà perché mi viene spontaneo avvicinarmi e abbassare la maniglia dell'antico portone.
Mi affaccio su un piccolo ingresso, chiuso da due tendoni rossi.
Cerco di mettere a fuoco quello che intravedo dalla fessura dei tendoni.
E' questione di un attimo.
Il piano prende vita e la voce si alza. Mi avvolge facendomi venire la pelle d'oca.
Mi vergogno, di aver invaso un attimo così intimo.
Mi giro, faccio per scappare via , ma dall'altra stanza mi intravedono.

-"No, non se ne vada! "
Oddio... ecco che la mia curiosità mi farà cazziare...
-"La prego signorina, resti con noi, abbiamo bisogno di uno spettatore" ,il sorriso gentile ed educato accompagna l'insolita richiesta.
Mi vergogno come un cane, e balbetto una serie di insensate scuse.
-"si sieda con noi, se il suo tempo glielo concede"
E questo da dove esce..dal secolo scorso??
Accetto l'invito.
Mi siedo su una panchina in un angolo della stanza, poco lontano dal piano.
Lei , una ragazza che avrà avuto vent'anni , mi guarda mi sorride e si rivolge al suo pianista.
-"Forza cara, fatti sentire dalla signorina, impegnati per lei"
Spengo al volo in cellulare; mi ci manca solo che squilli.
Tolgo il berretto, i guanti e mi mettono comoda, nonostante mi accompagni un certo disagio.
Lui attacca una melodia che,data la mia ignoranza, non riconosco.
Alza la mano con una leggerezza impressionante.
Un colpo veloce e lei attacca.
Ha una voce meravigliosa.
Gli acuti mi percorrono la schiena facendomi venire la pelle d'oca, le note basse sembra che mi entrino nello stomaco.
Lui mi osserva, mi sorride, suona e guida lei. Lei non mi guarda, si limita a cantare per me.

Quando termina la sua esecuzione potrebbe essere passato un secondo, o un anno. Non avrei saputo dirlo con precisione, era come se il tempo si fosse fermato.Cristallizzato da quell'attimo di pura estasi.

Esco dal quel misterioso posto, felice di essermi persa e poi magicamente ritrovata.

10 commenti:

Mr.Henri ha detto...

Bellissima immagine, mi sembrava di essere lì con te.
saluti, mr.henri

3my78 ha detto...

Che racconto spettaccolare. Bello:-)

Alessandra ha detto...

oh! Odeline che belli i regali che fa la vita! sorprese così riconciliano con se stessi e con il mondo!
concordo con gli altri commenti qui sopra ...hai descritto in modo fantastico questo "canto solo per te"!

un bacio,
Ale :)

mutti ha detto...

Che meravigliosa descrizione hai fatto amore mio.
Mi sembrava di essere li vicino a te a condividere questo momento veramente unico.
Ti voglio bene!!!!

AndreA ha detto...

Però, un evento fortuito ed inaspettato quanto bello no?? :-)

Un abbraccio, a presto!! :-)

Roxy ha detto...

Al momdo esistono ancora posti e persone magiche! baci

lucagel1 ha detto...

Cara Ody dev'essere stato spettacolare...sono felice per Te...un bacio...

Xav. ha detto...

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Ciao Ciao

evita*°** ha detto...

Che meraviglia!
E' sempre bello perdersi. Quando poi hai un premio del genere, è anche appagante, penso.

Stupendo!

Mr.Henri ha detto...

Ciao, passavo di quà.

saluti, mr.henri

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